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Un giorno, durante gli Anni Settanta, la giovanissima Serena Grandi sente di avere tutte le carte in tavola per diventare un'attrice. Di lì a poco, sarà una delle più folgoranti presenze erotiche del cinema di casa nostra, segnando la sua e le nostre vite per sempre. Un corpo che non è innocente, dietro una personalità affascinante.
Chiamatemi Vanessa Steiger
Dopo le scuole dell'obbligo si diploma come programmatrice informatica, segue poi dei corsi di lingua inglese extra-scolastici, trovando così lavoro in un laboratorio di analisi. Eppure... eppure il calcolo binario e i software non erano certo il suo sogno. Recitare le sarebbe piaciuto molto di più. Così, da Bologna parte per Roma. Magari a Cinecittà qualcuno l'avrebbe notata. Ma non basta di certo la bella presenza, ci vuole anche un po' di preparazione. Così si iscrive a qualche corso di dizione per pulire la sua voce dalla cadenza romagnola e frequenta assiduamente un corso di recitazione, partecipando fra l'altro a numerosi stage con registi americani. In brevissimo tempo, Serena impara a destreggiarsi sul set, acquistando non poca professionalità. Ma il nome di Serena Fagioli è troppo casereccio, ha bisogno di qualcosa di più strong. La scelta ricade su Vanessa Steiger, sotto la quale comincia a essere riconosciuta nell'ambiente delle riviste patinate.
Il debutto con Ring
Il debutto cinematografico arriva finalmente nel 1978 con Ring, pellicola di , dove ha occasione di dividere il set con . In seguito a qualche particina scollacciata in commedie nostrane, approda nel film (1980) di e ne (1983) di .
Scoperta da Tinto Brass
La vera Serena Grandi esploderà però sotto la stella nuda di che, incantato dal suo corpo giunonico che esplode in un seno da maggiorata, cerca di imporla come erede di Sophia Loren e e di farne, così un'icona e un sex symbol degli Anni Ottanta. Ci riuscirà con (1985), dove la Grandi è una prosperosa locandiera degli Anni Cinquanta che, in attesa del ritorno del coniuge disperso in guerra, diventa l'amante di alcuni uomini del paese. Il suo personaggio, ispirato alla Mirandolina di Goldoni, le permetterà di consegnare alla memoria cinematografica non sono il suo seno prosperoso, ma anche le sue lunghe cosce. È fatta. La Grandi entra definitivamente nell'immaginario collettivo degli italiani... ma disgraziatamente il prezzo da pagare per il successo è quello di non riuscire più a scollarsi via il personaggio che le aveva cucito addosso, vale a dire quello di una donna ambigua, impegnata in molteplici amori e tradimenti. Eccola quindi recitare per nel telefilm Sogni e bisogni (1985) accanto a , e , in una puntata di Zanzibar (1986) e nelle pellicole (1986) di , (1987) di e (1987) di .
Scandalo nella vita privata
Se al cinema dà scandalo per la sua nudità, nella vita privata farà similmente. Sceglie, infatti, come marito un uomo più grande di lei di ben 20 anni, Beppe Ercole (dal quale poi divorzierà), con il quale avrà anche un figlio, Edoardo.
Da sex symbol a madre burrosa
Nel frattempo, continua a lavorare al cinema, per esempio con ne (1990), trovandosi un buon posto di riguardo anche nell'ambito televisivo come protagonista di fiction come: Per odio per amore (1991), (1991, per il quale vince un Telegatto), (1993), Ladri si nasce (1997), Le ragazze di Piazza di Spagna (1998) e Anni '50 (1998), grazie alle quali si trasforma da sexy presenza del grande schermo a madre abbondante e remissiva.
Droga e redenzione
Nel 2003, scoppia lo scandalo. Viene infatti coinvolta in una vicenda di traffico di cocaina e giri di squillo. Lei dichiara apertamente che è un clamoroso errore giudiziario e per ristabilire la sua credibilità partecipa al reality show "Il ristorante" di Raiuno, in onda dal 21 dicembre 2004. Non vince, ma piace a tutti. Nel 2006, pubblica invece il suo primo romanzo "L'amante del federale", seppur senza abbandonare il cinema: la inserisce, infatti, nel cast de (2008).




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